Lasagne al pesto e divagazioni femministe

Ieri ha partorito una delle mie più care amiche. Il travaglio è stato veramente lungo ed estenuante ma sia la mamma che il piccolo stanno bene ed è questo che conta. Probabilmente avrebbe sofferto un po’ meno se avesse fatto l’epidurale, ma non l’ha fatta, ed ha preso questa decisione non perchè sia una masochista intrepida che ama il dolore estremo, ma perchè le cose non funzionano come nei film. Alla tv siamo abituate a vedere donne sofferenti che alla seconda contrazione chiedono l’epidurale, che viene fatta da un’infermiera dolcissima che canta la ninna nanna per distrarre la partoriente dal dolore lancinante. In realtà le cose non vanno così (almeno qui in Italia).Cercate di immaginarvi questa scena: avete delle doglie terribili, sudate come se foste in Africa a gareggiare per una maratona alle 2 del pomeriggio e chiedete l’epidurale. L’infermiera invece di correre a prendere quell’enorme siringa che vi dovrebbe perforare la spina dorsale vi dice: “certo, sono 700 euro”. 700 euro?????!!!!!!!! E’ un po’ come se il dentista vi dicesse: “o mi dai 700 euro per l’anestesia o ti tolgo il dente così, al naturale”. Chiaramente si viene informati del prezzo ben prima di essere in travaglio ma è comunque una cosa agghiacciante e insensata. Sarà la piccola femminista che è dentro di me a parlare, ma ho la netta sensazione che questa “regola” sia stata concepita da una mente maschile, una mente che quindi è legittimata a scrivere testamento quando è colta da un’influenza invernale con febbre non superiore a 37.5, ma che si sente in diritto di dire a una donna che se non vuole soffrire tantissimo deve pagare una mensilità di stipendio per un’anestesia. Poco tempo fa ho visto un video in cui un gruppo di medici prendeva due uomini e applicava sui loro addomi degli elettrodi che causavano un dolore paragonabile a quello del parto. Ebbene, si sono entrambi messi a piangere alla terza contrazione. Credo che questo esperimento sia da ripetere, ma sui quei signorotti che hanno il diritto di decidere del dolore altrui. Vergognatevi.

Scusate, ma avevo bisogno di sfogarmi. Ora possiamo vedere la ricetta delle lasagne al pesto che, per chi come me ama il pesto alla genovese come i propri tesori più cari, sono una vera delizia.

Lasagne al pestoINGREDIENTI PER 6 PERSONE:

250 gr di fogli di sfoglia grezza pronta

50 gr di parmigiano grattugiato

60 gr di basilico

50 gr di pinoli

1 spicchio d’aglio

mezzo litro di latte

60 gr di burro

50 gr di farina

noce moscata

sale

olio evo

 

Per prima cosa preparate il pesto. Nel mixer frullate il parmigiano, il basilico, i pinoli, lo spicchio d’aglio ed abbastanza olio da dare al pesto una consistenza cremosa.

Passate poi alla besciamella. Mettete il burro in un pentolino e fatelo sciogliere. Aggiungete la farina e mescolate bene in modo da sciogliere i grumi. Aggiungete poi il latte freddo tutto in una volta. Continuate a mescolare per tutta la cottura. Togliete dal fuoco ed unite il sale ed un pizzico di noce moscata. Fate intiepidire.

Mescolate poi la besciamella col pesto.

Prendete una pirofila e fate uno strato di besciamella, poi uno di sfoglia e di nuovo uno di besciamella. Continuate così e terminate con uno strato di besciamella.

Infornate a 180 gradi per circa 25 minuti.

Servite caldo.

Lasagne al pesto 2Lasagne al pesto 3

 

2 commenti
  1. lellat ha detto:

    Le lasagne al pesto io le adoro e le preparo esattamente come le tue, con l’aggiunta di parmigiano tra uno strato e l’altro. Sull’epidurale alle donne che partoriscono io ci farei una legge che la obbliga, naturalmente a carico del s.s.n. perchè all’alba del 2014 è assolutamente assurda la sofferenza che deve portare ogni donna!!! 🙂

    • franciwp ha detto:

      Io non ho aggiungto il parmigiano tra gli strati perchè il Trattore non lo ama molto purtroppo…
      Per l’epidurale sono assolutamente d’accordo con te!
      Grazie! 🙂

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