Paté di tonno e abilità automobilistiche

Partiamo da questo presupposto: sono di Venezia. A Venezia ci si sposta a piedi, in battello o in barca, le auto non sono contemplate. Il veneziano medio prende la patente a 18 anni per usare la macchina una volta all’anno, preferibilmente nella stagione estiva, per andare in montagna a casa di un amico. Il massimo della trasgressione è andare al Panorama di Marcon con gli amici per potersi vantare delle proprie doti di pilota. Personalmente non ho mai desiderato possedere la patente di guida, ma il mio trasferimento in una città che è dotata di strade, lampioni, e strisce pedonali mi ha costretto ad adeguarmi. Il mio percorso per impare a guidare è stato drammatico. Dopo aver preso la patente ed essere entrata in possesso della mia adorata macchinina sono entrata in crisi mistica, crisi dovuta al fatto che la mia nuova Lancia Y si spegnava in continuazione (ovviamente era colpa sua). Questo ha portato a mesi in cui mi riufiutavo di spostarmi da un posto all’altro perchè la sola idea di guidare mi terrorizzava, preferivo stare tutto il giorno a casa piuttosto che esplorare la mia nuova realtà quotidiana. Finchè ho trovato un lavoro e, per amore o per forza, mi sono dovuta adattare. Sono passati quasi tre anni da allora e finalmente ho preso un po’ di confidenza con le 4 ruote. Ma sono pur sempre di Venezia, e ieri ne ho dato prova a Giusy. Giusy è la mia collega nonchè sorella minore con cui mi trovo ogni mattina per chiaccherare un po’ prima di iniziare a lavorare. Il nostro piccolo rito quotidiano prevede di parcheggiare le nostre autovetture vicine, una di fianco all’altra. Avrei dovuto immaginare fin dall’inizio che questo era un errore.

Lei era lì, mi stava aspettando dentro la macchina perchè pioveva e stava cantando con spensieratezza, non poteva immaginare cosa stava per succedere. Io stavo parcheggiando, ho rallentato molto perchè mi sembrava di aver preso la curva un po’ troppo larga, ma tanto sì, ci stavo. Invece no, non ci stavo. Bum. La povera Giusy ha quasi avuto un infarto ed io pure. La cosa che più mi dispiace è che la mia macchina ha solo un graffietto, praticamente invisibile, mentre la sua ha tutta la fiancata strisciata.

Posso dire solo 2 cose: 1. scusami Giusy 2. mai parcheggiare vicino a me.

Ora possiamo passare a questo antipasto veramente semplice da realizzare.

Patè di tonnoINGREDIENTI:

125 gr di burro (o margarina vegetale)

125 gr di tonno sott’olio

1 filetto di acciuga

vino bianco

prezzemolo

sale

 

Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.

Sgocciolate bene il tonno e frullatelo col filetto di acciuga.

Patè di tonno 2Aggiungete il burro, un pizzico di sale e qualche goccia di vino bianco e frullate ancora fino ad ottenere un composto omogeneo e ben montato.

Disponetelo in uno stampo a cupola rivestito di pellicola trasparente e mettete in frigorifero per almeno 6 ore fino al momento di servire.

Rovesciate la vostra cupola su un piatto e togliete la pellicola.

Vi consiglio di servire questo paté con dei crostini caldi, il risultato è garantito!

2 commenti
  1. Cavoli!!! Vabbè sono cose che capitano e poi ad una veneziana si perdonano più facilmente!

    • franciwp ha detto:

      Ahahah sì infatti, la mia collega è stata fin troppo compresiva! 🙂

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