Credevate di esservi liberati di me? Mi dispiace deludervi ma sto lentamente tornando. Questi mesi sono stati decisamente impegnativi e non solo non ho avuto il tempo di scrivere, non ho avuto nemmeno quello per cucinare. La mia dieta è stata composta principalmente da insalata di riso pronta del supermercato, vitello tonnato già fatto in macelleria e roast-beef a quintali. Tutto questo è stato possibile grazie a It che ha deciso di non voler passare nemmeno un minuto della sua esistenza lontano dalla sua mamma, pisolini compresi. In sintesi anche quando lui dormiva tranquillo e beato io mi ritrovavo immobilizzata con un bambino in braccio che appena si accorgeva che stava per essere adagiato nel suo lettino iniziava a sbraitare come Tina Cipollari contro Gemma. Le cose stanno finalmente iniziando a migliorare e finalmente almeno di giorno i suoi brevi pisolini li riesce a fare nel suo letto, quindi io sto pian piano ricominciando a ritrovare me stessa.

La torta salata che vi propongo oggi è il primo piatto che sono riuscita a cucinare dopo mesi dalla sua nascita ed oltre ad essere vermante buona ha una preparazione davvero velocissima (come vi ho già detto i suoi pisolini sono estremamente brevi) quindi è una ricetta perfetta per chi ha poco tempo ma ha deciso di dire basta al reparto rosticceria del supermercato.

Torta rovesciata di zucchine e speck

INGREDIENTI:

3 zucchine medie

100 gr di stracchino

80 gr di speck a dadini

1 disco di pasta sfoglia

parmigiano grattugiato

pomodori secchi sott’olio

erbe aromatiche a piacere

olio evo

PREPARAZIONE

Pulite le zucchine e tagliatele a rondelle dello spessore di circa 1 cm.

Foderate una tortiera con della carta da forno, ungetela con un filo d’olio e spolveratela di parmigiano grattugiato. Distribuitevi quindi le zucchine in modo regolare, aggiungete lo speck e coprite il tutto col disco di pasta sfoglia.

Cucinate in forno a 200 gradi per venti minuti, sfornate, aspettate un paio di minuti e giratela su un piatto.

Aggiungete qualche cucchiaiata di stracchino, le erbe aromatiche che preferite e qualche pomodoro secco tagliato a pezzetti. Servite .

Spero vivamente che non passino altri mesi prima della prossima ricetta, sappiate comunque che non vi libererete di me tanto facilmente.

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Torta rovesciata di zucchine e speck 3

 

Sono passati mesi dall’ultima volta che avete avuto mie notizie e questo è dovuto non solo al fatto che il rospetto è finalmente venuto al mondo, ma anche ad una mancanza di connessione internet che si è risolta questa settimana dopo innumerevoli tribolazioni. Ma andiamo con ordine e vediamo un po’ cosa è successo la settimana del 23 marzo.

Notte tra il 19 ed il 20: visto che il termine della mia gravidanza era passato decido di seguire con poco entusiasmo il consiglio del ginecologo di assumere un po’ di olio di ricino per vedere di smuovere un po’ le cose. Non so se è stato quello o una strana congiunzione astrale ma verso l’una di notte inizio a sentire dei doloretti. Memore del corso preparto in cui è stato ripetuto più volte: “non andate subito in ospedale, aspettate che le contrazioni siano regolari” decido di attendere. Alle 3 e mezza stabilisco che sto per partorire (povera illusa) sveglio il Trattore e gli comunico che “con calma” possiamo dirigerci verso l’ospedale. Quando dico “con calma” intendo dire che non c’è bisogno di uscire di corsa in pigiama, ma lui intende che sia concesso guardare un intero film, farsi la doccia e pure la barba (queste ultime due cose non gliele lascio fare, anche se a posteriori avrebbe anche potuto passare la mattina in un centro estetico). Arriviamo in ospedale dove mi controllano, stabiliscono che non sto per partorire e mi mandano a fare una passeggiata di 2 ore. Se le contrazioni passano mi rimandano a casa, ma non passano e decidono di ricoverarmi perchè le cose possono cambiare da un momento all’altro. Decido di chiamare mia mamma e le dico che “con calma” può prendere un treno per Bologna. Due ore dopo è arrivata e oltre a domandarmi come abbia fatto mi chiedo quale sia la vera definizione di “con calma”.

20 marzo: le contrazioni mi passano nel pomeriggio e non lo dico a nessuno per non farmi rimandare a casa, tanto ritornano la sera ma di partorire ancora non se ne parla.

21 marzo: contrazioni irregolari tutto il giorno, inizio a mugugnare ritmicamente, ma tutto tace.

22 marzo: sto malissimo, i miei genitori decidono di presentarsi in ospedale nonostante io lo abbia categoricamente vietato e dopo aver visto le mie condizioni vanno in ansia. Ma tutto tace ancora, quindi decidono di farmi lo scollamento delle membrane, che non vi spiego cosa sia ma fa davvero male e mi comunicano che il giorno successivo mi avrebbero indotto il parto.

23 marzo: alle 3 del mattino sto così male che chiamo l’ostetrica che ormai non mi crede più e decide di visitarmi solo per farmi smettere di dire che secondo me ci siamo, ma stavolta ci siamo davvero. Chiamo il Trattore che incredibilmente arriva alla velocità della luce e mi portano in sala travaglio. Inizia lo show. Entrando sento una donna che sta partorendo nella stanza di fianco e che urla come una matta, penso che sia decisamente esagerata. Due minuti dopo chiedo l’epidurale. Passano le ore e lui non ne vuole sapere di uscire, così mi danno l’ossitocina e l’effetto dell’epidurale svanisce. La tizia della stanza di fianco urlava molto meno di me. Passano altre ore, supplico un cesareo ma niente, si decide e posso inizia a spingere. Avete presente quando nei film l’ostetrica dice “ecco, è uscita la testa”?! Beh non so perchè lo dicano visto che vi assicuro che in quel momento una donna se ne accorge. Decisamente. Alle 9:31 nasce Guglielmo ed è sicuramente la cosa più bella che io abbia mai fatto, ma resterà figlio unico, lo giuro.

Dopo questo reseconto che probabilmente non vi interessava minimamente passiamo velocemente al cibo perchè il Trattore sta tenendo il rospetto e non so per quanto ancora possa resistere. Questa ciambella banana e cioccolato è in assoluto una delle torte da colazione o merenda più buone che io abbia mai fatto per cui accendete il forno che si comincia.

Ciambella banana e cioccolato

INGREDIENTI:

330 gr di farina 00

160 gr di burro

3 uova

150 gr di zucchero semolato

4 banane mature

1/2 bustina di lievito per dolci

80 gr di gocce di cioccolato

1 bustina di vanillina

sale

PREPARAZIONE

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente; mettetene 150 gr in una ciotola e montatelo con le fruste elettriche insieme allo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa.

In un’altra ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale, quindi aggiungetele a filo alla crema di burro sempre montando.

Sbucciate le banane, schiacciatele con una forchetta ed unitele al composto. Aggiungete la vanillina e le gocce di cioccolato. Amalgamate bene quindi aggiungete la farina ed il lievito.

Col burro rimasto ungete uno stampo da ciambella ed infarinatelo, quindi versatevi il composto. Cucinate in forno a 170 gradi per un’ora. Sfornate, fate raffreddare e servite.

Buona domenica!

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Dopo settimane di internet che va e viene, di velocità a 1 mega invece di 16 e di isteria per mancanza di connessione col mondo è giunto il momento di raccontare cosa è successo (sempre se riesco a pubblicare l’articolo visto che ovviamente il problema non è risolto).

Da qualche tempo io ed il Trattore ci siamo accorti che la connessione cadeva spesso per poi ricollegarsi ma inizialmente non ci siamo molto allarmati. Può capitare che ogni tanto ci siano problemi sullla linea per carità, così abbiamo aspettato qualche giorno per vedere se la cosa si risolvesse da sola. Chiaramente no così mi sono armata di pazienza e ho chiamato il servizio clienti di fastweb. Mi risponde una gentilissima signorina da Durazzo che, dopo avermi fatto riavviare il modem si limita a dirmi che a lei non risulta nessun problema sulla linea e che siccome in quel momento la mia connessione magicamente funzionava avrei dovuto telefonare in un momento di mancato funzionamento. Ok, meno 3 euro dal credito del mio cellulare per niente.

Un paio di giorni dopo si presenta l’occasione giusta: niente connessione da almeno 6 ore. Richiamo e mi risponde un’altra gentilissima signorina di Tirana che si impegna veramente tanto per aiutarmi. Mi fa riavviare il modem almeno 3 volte (pare che il riavvio del modem per gli operatori fastweb sia la cura per ogni male), mi chiede più volte se i cavi siano collegati e si irrita un po’ quando rispondo che non sono una tecnica informatica ma non sonn nemmeno cretina, mi tiene al telefono 25 minuti di cui 20 passati in silenzio con lei che diceva “attenda un attimo che controllo” per concludere che la linea per loro funzionava e che sicuramente dovevo cambiare modem perchè il mio era rotto. Meno 8 euro dal credito del mio cellulare.

Parlo col Trattore che non è per niente convinto che il problema sia il modem ma io mi sento di difendere l’operato della disponibilissima signorina che ha prosciugato il credito del mio cellulare, così ci decidiamo e acquistiamo un modem nuovo e particolarmente figo. Meno 100 euro dalle nostre tasche.

Ieri sera arriva il pacco, colleghiamo il modem e io sono già pronta a navigare in internet per ore ore e ore ma…cade la connessione. No dai, aspetta, si è riconnesso, vediamo a quanto va…1,5 mega. Il Trattore telefona al servizio clienti di fastweb a cui risponde una scocciatissima signorina di Durazzo che stranamente ci fa riavviare il modem. Quando si accorge che il Trattore era leggermente alterato si limita a dirci che se nel giro di 48 ore il problema non si fosse risolto avremmo dovuto richiamare. Poi butta giù il telefono mentre il Trattore sta ancora parlando.

Facciamo passare 72 ore ma niente, il Trattore richiama e quando si rifiuta di riavviare il modem l’operatore gli butta in faccia il telefono. Chiama nuovamente e finalmente becca un operatore preparato che ci dice che farà passare un tecnico.

Cara fastweb: ci abbiamo messo più di due settimane per fare in modo che vi degnaste di ammettere che forse il problema è vostro, ci avete fatto buttare i soldi per un modem nuovo di cui non avevamo oggettivamente bisogno e molti dei vostri operatori sono palesemente impreparati ma soprattutto maleducati (e io lavoro in un call center) quindi non ti stupire se molto presto cambieremo operatore.

Ragazzi mi rendo conto che a voi interessi molto poco di tutta la mia lotta con fastweb ma avevo bisogno di sfogarmi. Ora torniamo a noi e vediamo la ricetta di questo profumatissimo piatti di ali di pollo che vi faranno fare una splendida figura con amici e parenti. La preparazione è come sempre facile ed il sapore è davvero fantastico…provare per credere!

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

1 kg di ali di pollo

2 spicchi d’aglio

2 limoni non trattati

1 arancia non trattata

rosmarino

timo

farina 00

vino bianco secco

olio evo

sale

pepe

PREPARAZIONE

Spellate l’aglio e tritatelo finemente.

Lavate gli agrumi, asciugateli bene e tagliateli a pezzetti senza privarli della buccia. Metteteli quindi in una ciotola con l’aglio, il timo ed il rosmarino tritati.

Lavate le ali di pollo, asciugatele e passatele nella farina mescolata con un pizzico di sale ed una macinata di pepe. Scuotete le ali per eliminare la farina in eccesso e mettetele in una padella antiaderente con un filo d’olio. Mettete il coperchio e fate cuocere per circa un quarto d’ora, girandole ogni tanto.

Aggiungete gli agrumi e fate cuocere a fuoco vivace per 5 minuti, quindi sfumate con un po’ di vino bianco e proseguite la cottura per altri 10 minuti circa.

Salate, pepate e servite ben calde.

Buona giornata amici!

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Quando si hanno amici a cena si vorrebbe evitare di passare tutta la serata in cucina mentre gli altri stanno beati e tranquilli a tavola, quindi c’è bisogno di ricette furbe da preparare con anticipo, magari anche il giorno prima ed il crème caramel è perfetto per questo compito. La preparazione tra l’altro è molto semplice ed il risultato vi farà fare un figurone quindi vi consiglio vivamente di provarlo.

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

mezzo litro di latte

un bacello di vaniglia

2 uova intere + 4 tuorli

125 gr di zucchero

PER IL CARAMELLO:

3-4 cucchiai di zucchero

PREPARAZIONE

Fate bollire il latte in una casseruola col bacello di vaniglia inciso nel senso della lunghezza, quindi togliete dal fuoco ed eliminate la vaniglia.

In una terrina sbattete le uova intere ed i tuorli con lo zucchero e versatevi molto lentamente, sempre mescolando, il latte caldo.

Per il caramello fate sciogliere lo zucchero in una padella antiaderente a fuoco moderato. Quando sarà color oro scuro spegnete il fuoco e versatelo in uno stampo per budini facendo in modo che aderisca bene anche alle pareti.

Versate nello stampo il composto di latte e uova facendolo passare prima per un colino in modo da togliere la schiuma.

Coprite lo stampo con un foglio di alluminio su cui farete un piccolo foro al centro, quindi cucinate in forno a bagnomaria a 190 gradi per 2 ore circa. Se l’acqua dovesse bollire aggiungetene altra di fredda.

Sfornate, fate raffreddare e mettete in frigorifero sempre nello stampo fino al momento di servire.

Buona serata amici!

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Scusate l’assenza di questi giorni ma ho scoperto che essere nell’ultimo mese di gravidanza non significa stare tutto il giorno sul divano a guardare Uomini e Donne ma è piuttosto un susseguirsi di visite/esami/paranoie e mille altre cose che tolgono le forze e la voglia anche solo di friggere due bastoncini di Capitan Findus. Ah già sto anche partecipando al corso pre-parto che sarebbe anche interessante se non ci fosse lei…la ragazza entusiasta. Questa tipa di cui ignoro il nome nonostante me lo abbia ripetuto almeno 10 volte è sempre sorridente, alza la mano per chiedere qualsiasi cosa tipo i colori con cui ridipingere la cameretta per agevolare il sonno del nascituro, ed è l’unica che si porta appresso il compagno che è altrettanto entusiasta e che alza pure lui sempre la mano. Se esiste una giustizia divina il loro bambino sarà un musone introverso che scapperà di casa appena ne avrà la possibilità.

Nei momenti in cui me ne posso stare felicemente a casa vengo presa da ormai sempre più frequenti attacchi di narcolessia che mi fanno perdere parti di film che mi stavano pure piacendo (qualcuno può dirmi come finisce Interstellar per favore?). Ditemi chi ha sparso in giro la voce del fatto che quando si è incinta si è bellissime/splendide/raggianti che ho due paroline da dirgli.

Tra un pisolo e l’altro mi sono accorta che è ancora inverno e che sì, fa davvero freddo, quindi è il caso di scaldarsi con una buona vellutata di verdure che credetemi, nonostante sia un piatto totalmente vegano è anche molto saporito e soddisfacente.

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INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

4 porri medi

450 gr di champignon

350 gr di sedano rapa pulito

50 gr di riso

1 scalogno

vino bianco secco

1 spicchio d’aglio

alloro

olio evo

sale

PREPARAZIONE

Pulite i porri e taglieteli a rondelle. Pulite lo scalogno e tagliatelo a fettine e tagliate il sedano rapa a cubetti.

Rosolate le verdure in una padella dai bordi alti con 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva per 5 minuti, poi bagnate con 1,5 litri d’acqua calda, aggiungete il riso e cuocete per 30 minuti dal bollore a fiamma bassa. A fine cottura salate. Frullate la zuppa versando a filo 60 gr d’olio extravergine.

Pulite i funghi e rosolateli in una casseruola con 2 cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio sbucciato ed una foglia di alloro tenendo la fiamma bella alta, bagnate con un bicchiere di vino bianco, coprite con un coperchio, abbassate un po’ il fuoco e fate cuocere per circa un quarto d’ora (il liquido deve asciugarsi completamente).

Servite la vellutata coi funghi ed un filo d’olio a crudo.

Buona serata amici!

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Ok me la dico e me la canto da sola ma fidatevi, questo sformato di formaggio è uno dei piatti più buoni del mondo. Quando ero piccola la mamma lo faceva molto spesso e saranno i ricordi d’infanzia, sarà la burrosità del tutto ma se me lo trovo davanti non posso che buttarci dentro la faccia e finirlo tutto. Potete servire questo piatto come antipasto anche ai vostri amici vegetariani perchè non ci sono tracce di carne e vi assicuro che resteranno tutti soddisfatti. Vi chiedo umilmente scusa per la bruttezza della foto ma stavolta oltre al problema “buio+nessun corso di fotografia” si è aggiunto il fatto che sformando lo sformato ho preso male le misure del piatto, me ne si è sfracellato metà per terra e ho dovuto rimediare come ho potuto. Se come me volete presentarlo tagliato a fettine vi consiglio di aspettare 5/10 minuti dopo averlo tirato fuori dal forno per procedere perchè inizialmente è così morbido che sia toglierlo dallo stampo che tagliarlo a fette risultano azioni abbastanza complesse.

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INGREDIENTI:

100 gr di burro

80 gr di farina 00

80 gr di groviera o emmental

mezzo litro di latte

4 uova

pangrattato

sale

PREPARAZIONE

Fate sciogliere in un tegame il burro, quindi aggiungete la farina e mescolate bene fino ad ottenere un composto senza grumi. Aggiungete il latte e continuate a mescolare per realizzare una besciamella. Quando sarà quasi pronta salate ed aggiungete il formaggio grattugiato, amalgamate bene, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Prendete le uova, dividete i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve.

Aggiungete al composto prima i tuorli e poi gli albumi mescolando delicatamente. Versate il tutto in uno stampo liscio da ciambella imburrato e spolverizzato con un po’ di pangrattato.

Cucinate in forno caldo ventilato a 180 gradi per circa 30 minuti (se avete il forno statico fate 200 gradi per 30/40 minuti). Dovrà crearsi una bella crosticina sulla superficie.

Buona serata amici!

Non so se lo sapete ma si dice che durante gli ultimi mesi di gravidanza le donne siano prese dall’istinto del “nido”. Al pari di canarini e criceti ci mettiamo a preparare tutto il necessario per l’arrivo del cucciolo e questo, nel mio caso, si è tramutato in un attacco ossessivo compulsivo di riorganizzazione degli spazi che Paola Marella levati proprio. Oltre alle cose per il pupo ho acquistato 1 armadio, 3 cassettiere, un numero infinito di cornici perchè ho stampato un numero indicibile di fotografie perchè abbiamo le pareti troppo bianche, che fanno poco casa accogliente e questa cosa non va bene, ho appiccicato adesivi ai muri per lo stesso motivo ed ho rivoluzionato l’ubicazione di tutti i vestiti e della biancheria da casa (motivo per cui il Trattore vaga spaesato alla disperata ricerca dei calzini). Oltre a questo ho preparato la valigia per l’ospedale ma sono leggermente in ansia così ogni giorno aggiungo qualcosa per cui non sembra che io debba partorire ma piuttosto che io debba andare 2 settimane in una spa dall’altra parte del mondo. Secondo i miei calcoli per marzo casa mia sarà pronta per essere inserita in una rivista di interior design e avrò noleggiato un camion dei traslochi per le 48 ore di degenza che mi attendono.

Ma facciamo un respiro profondo, non facciamoci prendere dal panico (ahahaahahaha) e distendiamo i nervi con una bella fetta di crostata al cocco che mi ricorda sempre di quando ero piccola. Questo dolce è l’ideale per la colazione o la merenda e se come me amate il cocco non potrete che papparvelo tutto in un paio di giorni.

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INGREDIENTI PER LA PASTA FROLLA:

100 gr di farina 00

100 gr di maizena

100 gr di zucchero

100 gr di burro

1 uovo intero + 1 tuorlo

mezzo cucchiaino di lievito in polvere per dolci

un pizzico di sale

INGREDIENTI PER IL RIPIENO:

2 albumi e 2 tuorli

200 gr di zucchero

200 gr di farina di cocco

rhum

PREPARAZIONE

Per prima cosa preparate la pasta frolla: fate la fontana sul piano della cucina con la farina mescolata alla maizena. Nel mezzo mettete un pizzico di sale, le uova (tenete da parte l’albume che vi avanza) e gli altri ingredienti, quindi impastate prima gli ingredienti centrali, poi incorporate la farina. Una volta che avrete ottenuto un composto omogeneo fate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigorifero.

Per il ripieno: montate gli albumi a neve. Amalgamate insieme il cocco coi tuorli, una spruzzatina di rhum, lo zucchero e gli albumi montati a neve.

Stendete la pasta frolla col mattarello ed adagiatela in una tortiera per crostate imburrata ed infarinata. Bucherellate il fondo e versatevi il ripieno di cocco. Con la pasta frolla avanzata realizzate delle striscioline ed adagiatele sulla crostata per decorarla. Spennellate la frolla con l’albume che vi era avanzato in precedenza. Coprite la crostata con un foglio di alluminio e cucinatela in forno caldo a 180 gradi per 20/25 minuti, poi togliete l’alluminio e lasciate cuocere per altri 10 minuti circa.

Sfornate, fate raffreddare e servite.

Buona serata amici!

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